Crescere al tempo dell’IA

Dati ISTAT (2001-2025), Eurostat (2025) e indagini ad hoc italiane e statunitensi (2025-2026), estratti a settembre 2026

I dati sono per lo più riferiti a territori extra-provincia, in quanto relativi a fenomeni recenti non necessariamente coperti a livello locale.

In sintesi

  • In vent’anni, internet è entrato prepotentemente nella vita quotidiana dei ragazzi, sia per la comparsa di smartphone e tablet, che per la diffusione di social network e social media. Nel 2001, si connetteva tutti i giorni il 4% degli 11-14enni e l’11% dei 15-19enni; nel 2025 rispettivamente l’85% e il 95%. Decisivo l’aumento portato dal lockdown nella fascia 6-10 anni: l’uso quotidiano passa dal 27% del 2019 al 55% nel 2021, per attestarsi oltre il 40%.

  • Oggi il profilo social arriva prima dei 14 anni: ce l’ha il 62% degli 11-13enni che usano internet e il 95% dei 14-19enni (tre su quattro su più piattaforme). Il contatto con gli amici è continuo, sia online (più volte al giorno per il 55% dei 14-19enni) che di persona.

  • Pur sotto la media UE, anche in Italia l’adozione dell’IA generativa è arrivata per prima tra i più giovani: nel 2025 (primo anno di rilevazione Eurostat), l’ha usata il 52% dei 16-19enni italiani e il 43% dei 20-24enni, contro il 20% della popolazione 16-74. Tra gli utenti 16-19enni, l’uso per lo studio è citato dal 78%, e l’uso privato dal 46%.

  • L’IA generativa arriva su un terreno che la pandemia ha segnato (vedi Benessere e salute mentale dei ragazzi). Usata anzitutto per studiare, le prime valutazioni sperimentali dicono che l’IA può aiutare l’apprendimento, ma solo se usata come tutor con regole esplicite.

I dispositivi in mano a bambini e ragazzi

Lo smartphone arriva sempre prima: tra i bambini di 6-10 anni lo usa tutti i giorni uno su tre, quasi il doppio rispetto a prima della pandemia.

Nel 2022-23 usa lo smartphone tutti i giorni il 33% dei bambini di 6-10 anni, contro il 18% del 2018-19; nel Sud e nelle Isole il 44%, al Nord il 24%.

NB: elaborazioni ISTAT per Save the Children (“Educare al digitale”, aprile 2025). Misura l’uso, non il possesso di un dispositivo personale. Stima campionaria.

L’utilizzo di internet e schermi

In poco più di vent’anni usare internet ogni giorno è passato da eccezione a norma: la didattica a distanza adottata nel lockdown ha segnato un’accelerazione senza ritorno anche tra i più piccoli.

Si nota una sorta di “corto circuito” nella normativa scolastica: da un lato si esorta a limitare l’uso di smartphone e tablet per assicurare il benessere psicofisico degli studenti (Circolare MIM 3392/2025, 2025, Nota MIM 5274/2024, 2024); dall’altro, si promuove ormai da tempo l’adozione di libri di testo in modalità mista e digitale per la didattica (a partire da D.M. 781/2013, 2013, Nota MIUR 2581/2014, 2014). D’altra parte, vigilare sui tetti di spesa dei manuali scolastici (D.M. 781/2013, 2013) può entrare in contraddizione con la promozione dell’approccio BYOD (bring your own device) (MIUR, 2015), che sposta l’onere economico dell’acquisto dei dispositivi tecnologici direttamente sulle famiglie.

Uso di internet e PC per età (trend)

La crescita dell’uso di internet è avvenuta a ritmi più accelerati per i più piccoli, intanto che l’uso del PC cedeva il passo ai dispositivi mobili.

Il salto del 2020 riguarda soprattutto i bambini di 6-10 anni, e da allora non è più rientrato. Il PC segue la parabola opposta: superato da internet a metà anni 2000, oggi lo usa meno di metà dei 6-10enni; l’unico rimbalzo è il 2020 della didattica a distanza. Emilia-Romagna e Nord-est stanno stabilmente un paio di punti sopra la media italiana.

NB: stima campionaria, da leggere nei trend più che nei singoli anni. La classe 15-19 anni è una nostra stima (media delle classi ISTAT 15-17 e 18-19, pesata con gli anni d’età che coprono). Nel 2004 l’indagine non è stata svolta. L’uso del PC è rilevato dai 3 anni, quello di internet dai 6.

I social network e le relazioni

Il profilo sui social network e media arriva prima dei 14 anni e il contatto online con gli amici è continuo.

Il Regolamento Europeo (GDPR) e la normativa italiana fissano paletti precisi per proteggere i dati personali e la salute psicofisica dei minori:

  1. Il quadro UE: il GDPR stabilisce che il trattamento dei dati personali dei minori è lecito a partire dai 16 anni, con discrezione degli Stati membri di abbassare tale soglia fino al limite minimo di 13 anni.
  1. La specificità italiana: il D.lgs. 101/2018 (D.Lgs. 101/2018, 2018) fissa a 14 anni l’età minima per il consenso digitale autonomo; al di sotto di questa soglia, l’iscrizione a una piattaforma social richiede l’autorizzazione genitoriale.

Ciononostante, i termini di servizio di piattaforme come Instagram, TikTok e Facebook richiedono un’età minima di 13 anni, in contrasto con la legge italiana. Diverse famiglie chiedono iniziative legislative più decise che tutelino i minori, come l’innalzamento a 16 anni dell’età minima per l’accesso ai social (e.g. iniziativa di Moige, Anfn, e Age), ma anche la responsabilità penale di piattaforme che adottano pratiche dannose e illegali.

Altri paesi, tra cui Australia, Francia e Regno Unito, stanno implementando strategie più radicali, che spaziano dal divieto totale d’accesso ai social per i minori di 16 o 15 anni, all’obbligo di sistemi rigorosi di verifica dell’età (age verification), fino alla restrizione della pubblicità profilata sui minori.

Tra i ragazzi di 11-13 anni che usano internet, circa sei su dieci hanno già almeno un profilo sui social network; tra i 14-19enni quasi tutti, e tre su quattro ne hanno più di uno. Le ragazze sono più presenti dei ragazzi a entrambe le età.

Il contatto con gli amici online si è aggiunto a quello di persona. Oltre metà degli 11-13enni e la stragrande maggioranza di 14-19enni sente gli amici online almeno giornnalmente. Internet serve anche ad allargare la cerchia: più di metà dei 14-19enni l’ha usato per fare nuove amicizie, circa un quarto tra gli 11-13enni.

Nel Nord-est i valori sono in linea con la media italiana.

NB: indagine ISTAT “Bambini e ragazzi” sui residenti di 11-19 anni, rilevazione 2023 (dati pubblicati nel 2025); un solo anno, Italia e ripartizioni. Profilo social e nuove amicizie sono in % dei ragazzi che usano internet. Per la frequenza dei contatti con gli amici le sei risposte del questionario sono raggruppate in tre categorie (nostra elaborazione); nei dati scaricabili ci sono tutte e sei. Stima campionaria.

Sul benessere psicologico dei ragazzi, le relazioni con gli amici e l’uso problematico di social e videogiochi vedi la pagina Benessere e salute mentale dei ragazzi.

Su questo terreno arriva l’IA generativa: in un’indagine del 2026 su ragazzi di 12-18 anni, uno su tre dice di aver chiesto almeno qualche volta consigli personali a un chatbot, e uno su sette lo fa spesso; più di un terzo teme però che questi strumenti impoveriscano le relazioni reali (Ipsos & Telefono Azzurro, 2026).

L’uso dell’IA generativa (Italia v. UE)

Sul finire del 2022 OpenAI ha reso l’IA generativa accessibile a tutti con ChatGPT; sono seguiti Gemini, Claude e Meta AI, sempre più integrati negli strumenti di uso comune. A fine 2025 la usavano già circa 15 milioni di italiani, uno su tre tra chi va online (Audiweb); tra i 16-19enni, uno su due (Eurostat).

Il 2025 è il primo anno di rilevazione Eurostat dell’uso di strumenti di IA generativa. Lo scarto con l’Europa è ampio a tutte le età. Le ragazze la usano un po’ più dei ragazzi, in Italia come nell’Unione Europea. Sugli scopi, i 16-19enni italiani studiano con l’IA quanto i coetanei europei ma la usano molto meno per fini privati. L’uso per lavoro, a quest’età, è marginale.

NB: dati Eurostat dell’indagine europea sull’uso delle tecnologie digitali (per l’Italia la fonte è l’ISTAT). L’adozione è in % delle persone della stessa età; gli scopi sono in % di chi ha usato l’IA negli ultimi tre mesi e non si escludono a vicenda. Un solo anno, solo livello nazionale; sotto i 16 anni non esistono dati ufficiali. Stima campionaria.

Diffusione e percezioni dell’IA (adulti USA)

Un recente studio del Pew Research Center su un campione di persone maggiorenni in USA, fa riflettere su una caratteristica peculiare di questa tecnologia: la sua diffusione in tempi rapidissimi convive con la consapevolezza che possa portare a conseguenze negative (Gottfried et al., 2026).

Negli Stati Uniti un adulto su quattro usa l’IA ogni giorno: uno su tre tra i 18 e i 49 anni, meno di uno su dieci oltre i 65. Chi la usa di più non è però il più fiducioso: tra i 18-29enni quasi uno su due si aspetta che nei prossimi vent’anni l’IA abbia effetti negativi sulla società, solo uno su sette effetti positivi. Quando si pensa alla propria vita il giudizio è meno severo. Gli over 65, che la usano poco, sono soprattutto incerti.

NB: sondaggio del Pew Research Center su 5.119 adulti USA (febbraio 2026); stima campionaria, con un margine d’errore di circa ±4 punti tra i 18-29enni. Non è mostrato chi si aspetta un impatto ugualmente positivo e negativo (tra il 23 e il 32%).

IA come tutor?

In Italia una sperimentazione ministeriale è in corso dal 2024, ma finora ne sono stati anticipati solo risultati parziali. Qualche evidenza più solida viene dall’estero. Le prime valutazioni sperimentali, suggeriscono che il tutor IA funziona se proposto con controlli e condizioni prefissate.

IA generativa e apprendimento: i primi studi sperimentali

Studio

Chi

Come è usata l'IA

Risultato

Bastani et al. (2025), PNAS

Circa 1.000 liceali, Turchia, matematica

ChatGPT libero oppure ChatGPT tutor che dà indizi, non soluzioni

Con ChatGPT libero gli esercizi vengono meglio, ma all'esame senza IA i voti sono più bassi di chi non l'ha usato (-17%). Con il tutor che dà solo indizi il danno sparisce, ma non si impara di più

Kestin et al. (2025), Scientific Reports

194 universitari, Harvard, fisica

Tutor costruito dai docenti, al posto della lezione in aula

Con il tutor IA gli studenti imparano circa il doppio che in aula, e in meno tempo

De Simone et al. (2025), Banca Mondiale

Studenti delle superiori, Nigeria, inglese

Doposcuola di 6 settimane, con insegnanti che guidano l'uso

In sei settimane, progressi in inglese pari a più di un anno di scuola ordinaria (stima degli autori)

Wang et al. (2024), Stanford, working paper

1.800 alunni di scuole svantaggiate e 900 tutor, Stati Uniti

L'IA suggerisce al tutor umano come rispondere, non parla con l'alunno

Gli alunni superano più spesso le verifiche sugli argomenti (+4 punti percentuali); il vantaggio è più che doppio con i tutor meno esperti

Studi con gruppo di controllo; nessuno riguarda l'uso libero dell'IA da parte di minori fuori dalla scuola.

Anche i docenti sono cauti: tra quelli che hanno risposto a un’indagine INDIRE (2025, campione di volontari), l’83% ritiene che l’IA vada usata con molta attenzione, perché gli studenti possono fidarsi di risultati inattendibili, e il 52% la vede come un possibile fattore di distrazione (INDIRE & Casa Editrice La Tecnica della Scuola, 2025).

IA e tecnologie: quale ruolo per scuola, famiglie e realtà educanti?

L’IA generativa funziona da amplificatore: può potenziare l’accesso alle informazioni, l’apprendimento e la produttività, ma può acuire problemi già osservabili tra i giovanissimi e danneggiarne lo sviluppo cognitivo e relazionale. I dati mostrano che l’IA è arrivata prima tra i più giovani, in una generazione già molto connessa e con un benessere psicologico che non è tornato ai livelli pre-pandemia. E le prime evidenze sperimentali dicono che come tutor funziona, ma solo quando proposta con regole e limiti, mentre un uso sregolato può peggiorare l’apprendimento.

Le regole arrivano più lente della tecnologia: il Ministero ha avviato le “Linee guida per l’IA nella scuola” (Linee Guida IA Scuola 2025, 2025) e alcune sperimentazioni, e alcuni paesi hanno scelto di limitare l’accesso dei minori ai social. Per l’IA, come per gli altri strumenti digitali, l’uso a scuola va subordinato alle esigenze formative e ai bisogni dell’età evolutiva.

  • Di cosa hanno bisogno i ragazzi per crescere in un contesto così complesso e in rapida evoluzione?

  • Come possono contribuire le realtà educanti (incluso terzo settore, enti locali e fondazioni)?

Possibili approfondimenti

  1. Cosa succede a Parma/Emilia-Romagna (mancano ancora informazioni locali)
  2. Mappare cosa stanno facendo le realtà locali della comunità educante (scuole, famiglie, terzo settore, enti locali e fondazioni) per accompagnare la crescita dei ragazzi immersi in questo contesto?
  3. IA e povertà educativa: vedi indagine Openpolis e Con i bambini

Riferimenti bibliografici

Bastani, H., Bastani, O., Sungu, A., Ge, H., Kabakcı, Ö., & Mariman, R. (2025). Generative AI without Guardrails Can Harm Learning: Evidence from High School Mathematics. Proceedings of the National Academy of Sciences, 122(26), e2422633122. https://doi.org/10.1073/pnas.2422633122
Circolare n. 3392 Del 16 Giugno 2025. Disposizioni in Merito All’uso Degli Smartphone Nel Secondo Ciclo Di Istruzione (2025). https://www.mim.gov.it/documents/20182/0/m_pi.AOODPIT.REGISTRO+UFFICIALE%28U%29.0003392.16-06-2025+%282%29.pdf/80241c55-1b9e-1b8b-46b7-599854ceef58?version=1.0&t=1750095941877
De Simone, M., Tiberti, F., Barron Rodriguez, M., Manolio, F., Mosuro, W., & Dikoru, E. J. (2025). From Chalkboards to Chatbots (No. 11125). Policy Research Working Paper; World Bank Group.
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Gottfried, J., Bishop, W., Anderson, M., Faverio, M., Park, E., & McClain, C. (2026). Americans and AI 2026: Chatbots, Smart Devices and Views on Impact. https://www.pewresearch.org/internet/2026/06/17/americans-and-ai-2026-chatbots-smart-devices-and-views-on-impact/
INDIRE, & Casa Editrice La Tecnica della Scuola. (2025). Utiizzo Dell’Intelligenza Artificiale Nella Didattica [Manoscritto].
Ipsos, & Telefono Azzurro. (2026, febbraio 10). Safer Internet Day 2026: un adolescente su tre usa chatbot di Intelligenza Artificiale | Ipsos. https://www.ipsos.com/it-it/safer-internet-day-2026-adolescente-chatbot-intelligenza-artificiale
Kestin, G., Miller, K., Klales, A., Milbourne, T., & Ponti, G. (2025). AI Tutoring Outperforms In-Class Active Learning: An RCT Introducing a Novel Research-Based Design in an Authentic Educational Setting. Scientific Reports, 15(1), 17458. https://doi.org/10.1038/s41598-025-97652-6
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