La realtà della scuola nella provincia di Parma

Iscritti, geografia scolastica, alunni con potenziale fragilità…

Data di Pubblicazione

10-settembre-2026

In sintesi

  • Le scuole della provincia di Parma (statali e paritarie, esclusa l’infanzia) contano 52.276 iscritti (a.s. 2024/25). Il calo demografico si inizia a manifestare a partire dalla primaria e dalla secondaria di I grado, mentre la secondaria di II grado cresce ancora (l’onda dei nati fino al 2010 che risale i cicli).
  • La scuola paritaria della provincia (frequentata da circa il 5% degli alunni) accoglie soprattutto i bambini dell’infanzia, spesso presidiando aree più remote. Dei 104 plessi paritari, 80 sono scuole dell’infanzia, presenti in 21 comuni

  • Quasi un alunno su quattro ha cittadinanza non italiana, con punte comunali molto più alte (Langhirano ~49%, Busseto ~39%): la scuola è il primo luogo dove si vede la Parma che cambia.

  • Dall’a.s. 2016/17, a Parma come in Emilia-Romagna, sono cresciuti gli alunni con certificazioni di disabilità - con una crescita impressionante (circa il 40% nelle scuole statali) a fronte di un numero stabile di iscritti.

Gli iscritti: quanti sono e come cambiano

Il calo demografico è entrato in classe dal basso: primaria e secondaria di I grado perdono iscritti negli ultimi 5 anni, mentre la secondaria di II grado cresce ancora (l’onda dei nati fino al 2010 che risale i cicli).

Il numero di iscritti alle scuole paritarie è relativamente più alto nella fascia 6-11 anni (primaria) - o forse ancora più nell’infanzia (qui non rappresentata) - mentre cala all’avanzare dell’ordine di scuola.

La rete dei plessi è rimasta stabile per tutto il decennio (la serie, dall’anagrafe scuole, include l’infanzia e arriva all’a.s. 2026/27): le statali sono quasi immobili, con un lieve calo di primarie e superiori dal 2022, e le ~80 materne paritarie sono costanti. Il calo degli iscritti, per ora, non si è tradotto in chiusure di scuole.

La geografia scolastica dei comuni

Le tre mappe leggono dove stanno le scuole (plessi), quanti alunni servono, e dove si concentrano le presenze straniere.

La geografia scolastica ricalca quella demografica: plessi e alunni si concentrano su Parma città e sui comuni maggiori, mentre in montagna la rete si dirada — Bore e Valmozzola non hanno scuole primarie o secondarie e i loro ragazzi si spostano altrove. La presenza di stranieri riflette, su base scolastica, le concentrazioni già viste nelle mappe demografiche.

La scuola paritaria della provincia serve soprattutto l’infanzia: dei 104 plessi paritari, 80 sono scuole dell’infanzia, diffuse capillarmente in 21 comuni. Negli altri ordini la paritaria è un fenomeno concentrato: 24 plessi in soli 5 comuni (Parma 15, Salsomaggiore 4, Fidenza 3, Busseto e Traversetolo 1). In diversi comuni le paritarie restano un presidio importante e, talora, l’unica o la principale offerta locale.

NB: La mappa conta i plessi presenti nell’anagrafe MIM, anche quelli senza iscritti (es. le primarie di Bore e Valmozzola, formalmente attive ma senza alunni nei dati): “0” = plessi tutti statali, in grigio i comuni senza alcun plesso dell’ordine.

Gli alunni con cittadinanza non italiana

L’incidenza degli alunni con cittadinanza non italiana è cresciuta lungo tutto il decennio in tutta la regione, e Parma si colloca nella fascia alta delle province: nell’a.s. 2024/25 è seconda dopo Piacenza (21,7% contro 25,3%), sopra la media regionale del 18,8%.


L’eterogeneità comunale è fortissima: nei comuni della pedecollina e della bassa a forte domanda di lavoro l’incidenza supera di molto la soglia del 20% (Langhirano ~49%, Busseto ~39%, Colorno ~32%), mentre le code basse si trovano soprattutto nei comuni dell’Appennino.

Gli alunni con disabilità

I dati sono dell’Ufficio scolastico regionale e riguardano le sole scuole statali (infanzia inclusa); contano gli alunni certificati, non la prevalenza delle condizioni.

Gli alunni con disabilità crescono mentre la scuola non cresce: nelle statali della provincia sono passati da ~1.500 (a.s. 2016/17) a ~2.150 (a.s. 2024/25), +41%, con gli alunni totali fermi attorno a 54 mila; la quota è salita dal 2,8% al 3,9%. Parma resta sotto la media regionale (4,4%) lungo tutta la serie, con un andamento parallelo alle altre province: la dinamica è regionale e nazionale (ISTAT, tutte le scuole: dal 2,6% del 2014/15 al 4,8% del 2024/25).

NB: Il dato conta le certificazioni, non i bisogni: più certificazioni possono voler dire più riconoscimento e più sostegno. Va letto come segnale di fragilità potenziale della popolazione scolastica.

La concentrazione è nel primo ciclo: a Parma primaria (4,8%) e secondaria di I grado (4,5%) hanno quote più alte di infanzia (3,1%) e secondaria di II grado (3,2%), con lo stesso profilo della regione.

Sul versante del sostegno, il quadro regionale ISTAT (a.s. 2024/25, tutte le scuole) dice che in Emilia-Romagna il 30,8% degli insegnanti di sostegno viene dalle liste curricolari, senza specializzazione (Italia 22,1%), e che il 7,2% non era ancora assegnato al 10 ottobre (Italia 10,2%). Gli alunni con bisogni educativi speciali non riconducibili a disabilità sono il 12,0% (Italia 9,0%).

Possibili approfondimenti

Le domande a cui questa pagina non risponde ancora, e su cui l’Osservatorio intende lavorare:

  1. La scuola dell’infanzia, oggi fuori da questi dati: quanti bambini la frequentano, dove, e quale ruolo hanno le paritarie.
  2. Disabilità e origine: quanto la crescita delle certificazioni riguarda i bambini arrivati dall’estero, dove difficoltà linguistiche e disturbi possono confondersi.
  3. L’effetto della pandemia: quanto del salto di certificazioni dopo il 2020 è un recupero di diagnosi rimandate e quanto un aumento reale dei bisogni.
  4. Il sostegno: insegnanti specializzati, assistenti e risorse sono all’altezza della crescita degli alunni certificati?
  5. Chi rischia di restare indietro: ritardo scolastico, abbandoni e NEET sono l’oggetto della pagina dedicata ai giovani a rischio dispersione.