La realtà della scuola nella provincia di Parma

Dati MIM (iscritti a.s. 2015/16-2024/25) e USR Emilia-Romagna (alunni con disabilità fino al 2024/25), estratti a luglio e settembre 2026

In sintesi

  • Le scuole della provincia di Parma (statali e paritarie) contano 61.105 iscritti nell’a.s. 2024/25, di cui 9.358 alla scuola dell’infanzia (esclusi i corsi per adulti). Il calo demografico è evidente tra i più piccoli: l’infanzia ha perso il 13% dei bambini dal 2015/16, mentre primaria e secondaria di I grado calano. La secondaria di II grado cresce ancora (l’onda dei nati fino al 2010 che risale i cicli).
  • La scuola paritaria della provincia (frequentata dal 13% degli alunni, infanzia inclusa) accoglie soprattutto i bambini dell’infanzia (il 57% di loro, tra comunali e private). Infatti, 80 dei 104 plessi paritari sono scuole dell’infanzia situate in 21 comuni, spesso unico presidio locale; negli altri ordini è concentrata in 5 comuni.

  • La scuola è chiamata a servire una popolazione studentesca che si evolve: la presenza di alunni con cittadinanza non italiana (21,6% contro 18,7% della media regionale, dalla primaria alle superiori) è cresciuta lungo tutto il decennio; si osserva anche una crescita repentina delle certificazioni di disabilità (circa il 40% nelle scuole statali) a fronte di un numero stabile di iscritti.

Gli iscritti: quanti sono e come cambiano

Provincia e regione sono un po’ meno colpite dagli effetti della denatalità rispetto alla media nazionale - si prevede, tra il 2026 e il 2040, la perdita di 2 milioni di studenti, con drastiche conseguenze sulla riduzione delle classi e chiusura delle scuole, anche se si osservano forti divergenze regionali (Fregonara & Riva, s.d.).

Il calo demografico è entrato in classe dal basso: l’infanzia è passata da 10.744 a 9.358 bambini in dieci anni (-13%), primaria e secondaria di I grado perdono iscritti negli ultimi 5 anni, mentre la secondaria di II grado cresce ancora (l’onda dei nati fino al 2010 che risale i cicli).

NB: primaria e secondarie dal Ministero, infanzia da ISTAT (statali e paritarie); esclusi i corsi per adulti.

Le paritarie pesano soprattutto nell’infanzia, dove accolgono più della metà dei bambini (57%: 16% nelle scuole comunali, 41% nelle private); poi il loro peso cala all’avanzare dell’ordine di scuola.

NB: nell’infanzia “paritarie” = scuole comunali + private paritarie (ISTAT).

La rete dei plessi è rimasta stabile per tutto il decennio (la serie, dall’anagrafe scuole, include l’infanzia e arriva all’a.s. 2026/27): le statali sono quasi immobili, con un lieve calo di primarie e superiori dal 2022, e le ~80 materne paritarie sono costanti. Il calo degli iscritti, per ora, non si è tradotto in chiusure di scuole.

NB: Infanzia inclusa. “Plessi” = sedi registrate in anagrafe, anche senza iscritti.

La scuola paritaria della provincia serve soprattutto l’infanzia: dei 104 plessi paritari, 80 sono scuole dell’infanzia, diffuse capillarmente in 21 comuni. Negli altri ordini la paritaria è un fenomeno concentrato: 24 plessi in soli 5 comuni (Parma 15, Salsomaggiore 4, Fidenza 3, Busseto e Traversetolo 1). In diversi comuni le paritarie restano un presidio importante e, talora, l’unica o la principale offerta locale.

NB: Fonte MIM, anagrafe scuole, a.s. 2024/25, infanzia inclusa. Un plesso = un codice per ordine e sede: la stessa scuola con più ordini conta più plessi. La mappa conta anche scuole senza iscritti (es. le primarie di Bore e Valmozzola, formalmente attive ma senza alunni): “0” = plessi tutti statali, in grigio i comuni senza alcun plesso dell’ordine.

La geografia scolastica dei comuni

Le tre mappe leggono dove stanno le scuole (plessi), quanti alunni servono, e dove si concentrano le presenze straniere.

La geografia scolastica ricalca quella demografica: plessi e alunni si concentrano su Parma città e sui comuni maggiori, mentre in montagna la rete si dirada — Bore e Valmozzola non hanno scuole primarie o secondarie e i loro ragazzi si spostano altrove. La presenza di stranieri riflette, su base scolastica, le concentrazioni già viste nelle mappe demografiche.

Gli alunni con cittadinanza non italiana

L’incidenza degli alunni con cittadinanza non italiana è cresciuta lungo tutto il decennio in tutta la regione, e Parma si colloca nella fascia alta delle province: nell’a.s. 2024/25 è seconda dopo Piacenza (21,6% contro 25,2%), sopra la media regionale del 18,7%.

Dal 2015/16 la presenza di alunni stranieri cresce in tutti gli ordini. Nel 2024/25 è più alta nella primaria (27%), poi nell’infanzia e nella secondaria di I grado (24%), più bassa alle superiori (15%).

NB: primaria e secondarie dal Ministero, infanzia da ISTAT; stessa definizione (cittadinanza non italiana).


L’eterogeneità comunale è fortissima: nei comuni della pedecollina e della bassa a forte domanda di lavoro l’incidenza supera di molto la soglia del 20% (Langhirano ~49%, Colorno ~32%, Busseto ~32%), mentre le code basse si trovano soprattutto nei comuni dell’Appennino.

Gli alunni con disabilità

La scuola italiana riconosce diverse forme di fragilità e di bisogno educativo speciale. Sotto la “categoria ombrello” di BES (bisogni educativi speciali) non certificati, introdotta dalla direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 e dalla circolare 8/2013, si distinguono:

  1. Alunni con certificazione di disabilità (L. 104/1992), che hanno diritto al sostegno con insegnante di sostegno dedicato e al PEI (piano educativo individualizzato).
  2. Alunni con DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) certificati (L. 170/2010), con diritto a PDP (piano didattico personalizzato) e strumenti compensativi/dispensativi, ma non a un insegnante di sostegno dedicato.
  3. Alunni con BES non certificati individuato dal consiglio di classe anche senza diagnosi, ovvero con bisogni educativi speciali dovuti a svantaggio socio-economico o linguistico, disturbi evolutivi specifici, ecc. Questi alunni possono ricevere interventi didattici personalizzati.

Nell’a.s. 2024/25, gli alunni con DSA e BES non certificati (gruppi 2 e 3) erano il 12% n Emilia Romagna sIil 9% in talia - media tra tutti gli ordini di scuola, statali e paritarie.
I dati riportati sotto con lo spaccato prociale riguardano, invece, le sole certificazioni ai sensi della L. 104/92 (gruppo 1), e solo le scuole statali.

Gli alunni con disabilità certificata crescono mentre la scuola non cresce: nelle statali della provincia sono passati da ~1.500 (a.s. 2016/17) a ~2.150 (a.s. 2024/25), +41%, con gli alunni totali fermi attorno a 54 mila; la quota è salita dal 2,8% al 3,9%. Parma resta sotto la media regionale (4,4%) lungo tutta la serie, con un andamento parallelo alle altre province: la dinamica è regionale e nazionale (ISTAT, tutte le scuole: dal 2,6% del 2014/15 al 4,8% del 2024/25).

NB: Fonte Ufficio scolastico regionale ER, a.s. 2016/17-2024/25, solo scuole statali (infanzia inclusa); ultimo anno provvisorio (organico di fatto a settembre). Il dato conta solo gli alunni con certificazione ai sensi della L. 104/92 (esclusi DSA e altri BES).

La concentrazione è nel primo ciclo: a Parma primaria (4,8%) e secondaria di I grado (4,5%) hanno quote più alte di infanzia (3,1%) e secondaria di II grado (3,2%), con lo stesso profilo della regione.

NB: Grafico: Ufficio scolastico regionale ER, a.s. 2024/25, solo statali. Dati sul sostegno: ISTAT, “L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità”, a.s. 2024/25, statali e paritarie; le due fonti non sono confrontabili tra loro.

Possibili approfondimenti

  1. Difficoltà di apprendimento e paese d’origine: quanto la crescita delle certificazioni riguarda i bambini arrivati dall’estero, dove difficoltà linguistiche e disturbi possono confondersi.
  2. L’effetto della pandemia: quanto del salto di certificazioni dopo il 2020 è un recupero di diagnosi rimandate e quanto un aumento reale dei bisogni.
  3. Il sostegno e la riduzione del N. di alunni: come si può rendere più efficace il sostegno, anche in ragione delle classi che diventano meno numerose, ma con crescente % di certificazioni?
  4. La numerosità delle classi in certi anni chiave per le scelte di orientamento: e.g. inizio superiori.

Riferimenti bibliografici

Fregonara, G., & Riva, O. (s.d.). La Denatalità El’effetto Banchi Vuoti «Perderemo 2 Milioni Di Studenti». Corriere della sera. Recuperato 23 ottobre 2026, da https://www.fondazioneagnelli.it/wp-content/uploads/2026/10/20261006-Corriere-della-Sera.pdf