Anziani e grandi anziani: Provincia di Parma (2024, 2036, 2050) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
2024 | 2036* | 2050* | ||||
n | % o indice | n | % o indice | n | % o indice | |
Residenti | 455.713 | 476.542 | 485.697 | |||
65 anni e più | 107.557 | 23,6% | 133.982 | 28,1% | 154.338 | 31,8% |
80 anni e più | 36.321 | 8,0% | 40.956 | 8,6% | 59.175 | 12,2% |
80 anni e più, % sui 65+ | 33,8% | 30,6% | 38,3% | |||
Indice di dipendenza anziani (65+ ogni 100 di 15-64 anni) | 36,9 | 46,2 | 56,1 | |||
2024 = censimento; * = previsioni ISTAT 2024-2050, scenario mediano. | ||||||
% sui residenti, salvo dove indicato. Indice di dipendenza anziani (riga colorata) = persone di 65 anni e più ogni 100 di 15-64 anni: non è una percentuale (i due gruppi sono distinti) e può superare 100. | ||||||
Fonte: ISTAT, censimento permanente 2024 e previsioni della popolazione 2024-2050, scenario mediano. | ||||||
Una quota crescente di popolazione
In sintesi
- A Parma gli anziani sono 108 mila, di cui 36 mila hanno 80 anni o più. Si stima che l’“onda” dei grandi anziani arriverà dopo il 2036, arrivando a rappresentare il 12% della popolazione del 2050.
- Oggi, in provincia, circa 12.500 anziani sono non autosufficienti nella cura della persona (~12%), che potrebbero diventare 14.600 nel 2036 e 19.300 nel 2050. Tra gli over 65 ci sono anche 14.700 persone che vivono con disabilità (13,6%), oltre ad altri che pur rimanendo autonomi necessitano di aiuto per svolgere qualche attività quotidiana o domestica. Le persone con demenza sono circa 9 mila, e potrebbero essere 14 mila nel 2050: è un’altra condizione che cresce con l’avanzare dell’età e affligge in particolare le donne.
- Se da un lato aumenta la speranza di vita, dall’altro occorrono misure per prevenire la fragilità: una condizione dai connotati multidimensinoali che sta sul crinale tra la conservazione della qualità della vita e la perdita di autosufficienza.
Inquadramento demografico della popolazione “anziana”
Per semplicità e coerenza con le soglie utilizzate da ISTAT, qui il termine “anziani” identifica le persone di 65 anni e più e “grandi anziani” quelle di 80 e più. A Parma rappresentano, rispettivamente il 23,6% e l’8% dei residenti, un po’ meno che in regione e in Italia.
In provincia, gli over 65 sono oggi 37 ogni 100 persone di di 15-64: questo indice arriverà a 50 ogni 100 intorno al 2035 in Italia e intorno al 2040 per Parma.
Anziani e grandi anziani: Emilia-Romagna (2024, 2036, 2050) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
2024 | 2036* | 2050* | ||||
n | % o indice | n | % o indice | n | % o indice | |
Residenti | 4.461.998 | 4.566.661 | 4.573.125 | |||
65 anni e più | 1.111.980 | 24,9% | 1.348.504 | 29,5% | 1.504.227 | 32,9% |
80 anni e più | 371.729 | 8,3% | 422.177 | 9,2% | 586.783 | 12,8% |
80 anni e più, % sui 65+ | 33,4% | 31,3% | 39,0% | |||
Indice di dipendenza anziani (65+ ogni 100 di 15-64 anni) | 39,4 | 49,3 | 59,0 | |||
2024 = censimento; * = previsioni ISTAT 2024-2050, scenario mediano. | ||||||
% sui residenti, salvo dove indicato. Indice di dipendenza anziani (riga colorata) = persone di 65 anni e più ogni 100 di 15-64 anni: non è una percentuale (i due gruppi sono distinti) e può superare 100. | ||||||
Fonte: ISTAT, censimento permanente 2024 e previsioni della popolazione 2024-2050, scenario mediano. | ||||||
Anziani e grandi anziani: Italia (2024, 2036, 2050) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
2024 | 2036* | 2050* | ||||
n | % o indice | n | % o indice | n | % o indice | |
Residenti | 58.943.464 | 57.602.136 | 54.652.345 | |||
65 anni e più | 14.579.867 | 24,7% | 17.597.572 | 30,6% | 18.882.823 | 34,6% |
80 anni e più | 4.582.548 | 7,8% | 5.458.669 | 9,5% | 7.460.392 | 13,7% |
80 anni e più, % sui 65+ | 31,4% | 31,0% | 39,5% | |||
Indice di dipendenza anziani (65+ ogni 100 di 15-64 anni) | 39,0 | 51,8 | 63,6 | |||
2024 = censimento; * = previsioni ISTAT 2024-2050, scenario mediano. | ||||||
% sui residenti, salvo dove indicato. Indice di dipendenza anziani (riga colorata) = persone di 65 anni e più ogni 100 di 15-64 anni: non è una percentuale (i due gruppi sono distinti) e può superare 100. | ||||||
Fonte: ISTAT, censimento permanente 2024 e previsioni della popolazione 2024-2050, scenario mediano. | ||||||
Come già mostrato nelle previsioni demografiche, la dinamica prevista è simile anche se Parma “resta un po’ più giovane” di regione e Italia. Per tutti la curva degli over 80 si impenna dopo il 2036.
- Tra il 2024 e il 2036 entrano nella terza età le generazioni numerose nate tra il 1960 e il 1970: gli over 65 crescono di 26 mila (+25%), gli over 80 solo di 5 mila (+13%).
- Tra il 2036 e il 2050 quelle stesse generazioni superano gli 80 anni: gli over 80 passano da 41 a 59 mila (+45% in quattordici anni).
- L’indice di dipendenza degli anziani passa da 37 a 46 a 56: nel 2050 ogni 100 persone in età di lavoro ce ne saranno 56 di 65 anni e più, contro 37 oggi.
NB: 2024 = censimento al 31 dicembre; 2036 e 2050 = previsioni ISTAT, scenario mediano, base 1° gennaio 2024.
Stima della domanda di cure e/o assistenza
Quanti sono i residenti anziani della provincia di Parma che hanno bisogno di aiuto (e quanti saranno negli anni a venire)?
Il decreto attuativo (D.Lgs. 29/2024, 2024) della riforma (L. 33/2023, 2023) definisce non autosufficiente la persona di 65 anni e più che «presenta gravi limitazioni o perdita dell’autonomia nelle attività fondamentali della vita quotidiana», valutate con metodologie standardizzate che tengono conto anche di fragilità, multimorbilità e condizioni sociali. La definizione viene poi declinata in sintonia con il sistema di welfare regionale.
«Persona anziana non autosufficiente: la persona anziana che, anche in considerazione dell’età anagrafica e delle disabilità pregresse, presenta gravi limitazioni o perdita dell’autonomia nelle attività fondamentali della vita quotidiana e del funzionamento bio-psico-sociale, valutate sulla base di metodologie standardizzate, tenendo anche conto delle indicazioni fornite dalla Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute (ICF) dell’Organizzazione mondiale della sanità, dei livelli di stratificazione del rischio sulla base dei bisogni socioassistenziali e delle condizioni di fragilità, di multimorbilità e di vulnerabilità sociale, le quali concorrono alla complessità dei bisogni della persona, anche considerando le specifiche condizioni sociali, familiari e ambientali […]» (D.Lgs. 29/2024, 2024, art. 2, c. 1, lett. c)).
NB: per “persona anziana” il decreto intende chi ha compiuto 65 anni (D.Lgs. 29/2024, 2024, art. 2, c. 1, lett. a)).
Sono quindi rilevanti i dati raccolti dalle fonti più autorevoli in materia, riportati nella tabella sotto:
- Con disabilità (GALI grave): chi dichiara limitazioni gravi, da almeno 6 mesi, nelle attività che svolge abitualmente.
- Con almeno una grave difficoltà nelle attività quotidiane (ADL o IADL): chi dichiara molta difficoltà o non riesce in almeno una attività di cura della persona o domestica (pasti, spesa, farmaci, soldi, lavori di casa).
- Di cui non autosufficienti nella cura della persona (ADL): chi ha bisogno di aiuto per lavarsi, vestirsi, alzarsi, usare il bagno o mangiare.
- Con demenza: Alzheimer e altre demenze; è una diagnosi, non una limitazione, e in gran parte si sovrappone alla non autosufficienza.
- [Anziano fragile (non in tabella): non è una condizione di bisogno ma di rischio, per cui un evento banale (una caduta, un’influenza) può far perdere l’autonomia. È un concetto clinico e predittivo, misurato ad hoc dai servizi sanitari.]
Nelle tabelle sotto, si riportano dati (e previsioni) sull’incidenza di queste condizioni sul territorio di riferimento.
Anziani per condizione, stima: Provincia di Parma (2024, 2036, 2050) | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
2024 | 2036* | 2050* | |||||
Condizione dell'anziano | Definizione operativa | n | sui 65+ | n | sui 65+ | n | sui 65+ |
Totale: residenti di 65 anni e più¹ | Base delle percentuali | 107.557 | 100,0% | 133.982 | 100,0% | 154.338 | 100,0% |
Senza gravi difficoltà nelle attività quotidiane² | Nessuna grave difficoltà in ADL o IADL; può avere difficoltà moderate | 74.000 | 68,8% | 94.400 | 70,5% | 103.400 | 67,0% |
Con disabilità (GALI grave)³ | Dichiara limitazioni gravi, per motivi di salute e da almeno 6 mesi, nelle attività che le persone svolgono abitualmente. Una sola domanda generale: non misura l'autonomia in attività specifiche | 14.700 | 13,6% | 17.400 | 13,0% | 22.100 | 14,3% |
Con almeno una grave difficoltà nelle attività quotidiane (ADL o IADL)² | “Molta difficoltà” o “non sono in grado” in almeno una attività di cura della persona (ADL) o della vita domestica (IADL: pasti, spesa, farmaci, gestione del denaro, lavori domestici leggeri e pesanti occasionali). Solo difficoltà gravi, nessun criterio di durata | 31.400 | 29,2% | 37.000 | 27,6% | 47.800 | 31,0% |
di cui non autosufficienti nella cura della persona (ADL)² | Gravi difficoltà in almeno una attività di cura della persona: lavarsi, vestirsi, alzarsi dal letto o dalla sedia, usare il bagno, mangiare. Non significa dipendenza totale né permanente | 12.500 | 11,6% | 14.600 | 10,9% | 19.300 | 12,5% |
Con demenza⁴ | Alzheimer e altre demenze: stima con i tassi per età e sesso dell'Istituto Superiore di Sanità | 9.100 | 8,4% | 10.500 | 7,8% | 14.100 | 9,1% |
NB: le righe non vanno sommate: i non autosufficienti sono compresi in chi ha almeno una grave difficoltà; disabilità e demenza vengono da altre fonti e si sovrappongono alle altre righe. | |||||||
n = stima arrotondata alle centinaia; % sui residenti di 65 anni e più. | |||||||
2024 = censimento; * = previsioni ISTAT 2024-2050, scenario mediano. | |||||||
Stima: quote per classe di età costanti nel tempo; per disabilità e gravi difficoltà solo due classi (65-74, 75+), quindi la crescita al 2050 è sottostimata. | |||||||
Fonti: ¹ ISTAT, censimento 2024 e previsioni 2024-2050; ² ISTAT, EHIS 2019; ³ ISTAT, Disabilità in cifre 2023 (quote dell'Emilia-Romagna); ⁴ ISS, Osservatorio Demenze 2024. | |||||||
Anziani per condizione, stima: Emilia-Romagna (2024, 2036, 2050) | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
2024 | 2036* | 2050* | |||||
Condizione dell'anziano | Definizione operativa | n | sui 65+ | n | sui 65+ | n | sui 65+ |
Totale: residenti di 65 anni e più¹ | Base delle percentuali | 1.111.980 | 100,0% | 1.348.504 | 100,0% | 1.504.227 | 100,0% |
Senza gravi difficoltà nelle attività quotidiane² | Nessuna grave difficoltà in ADL o IADL; può avere difficoltà moderate | 766.400 | 68,9% | 945.600 | 70,1% | 1.002.700 | 66,7% |
Con disabilità (GALI grave)³ | Dichiara limitazioni gravi, per motivi di salute e da almeno 6 mesi, nelle attività che le persone svolgono abitualmente. Una sola domanda generale: non misura l'autonomia in attività specifiche | 151.000 | 13,6% | 176.800 | 13,1% | 217.600 | 14,5% |
Con almeno una grave difficoltà nelle attività quotidiane (ADL o IADL)² | “Molta difficoltà” o “non sono in grado” in almeno una attività di cura della persona (ADL) o della vita domestica (IADL: pasti, spesa, farmaci, gestione del denaro, lavori domestici leggeri e pesanti occasionali). Solo difficoltà gravi, nessun criterio di durata | 323.400 | 29,1% | 376.600 | 27,9% | 470.100 | 31,3% |
di cui non autosufficienti nella cura della persona (ADL)² | Gravi difficoltà in almeno una attività di cura della persona: lavarsi, vestirsi, alzarsi dal letto o dalla sedia, usare il bagno, mangiare. Non significa dipendenza totale né permanente | 128.900 | 11,6% | 149.600 | 11,1% | 192.300 | 12,8% |
Con demenza⁴ | Alzheimer e altre demenze: stima con i tassi per età e sesso dell'Istituto Superiore di Sanità | 93.300 | 8,4% | 107.500 | 8,0% | 140.700 | 9,4% |
NB: le righe non vanno sommate: i non autosufficienti sono compresi in chi ha almeno una grave difficoltà; disabilità e demenza vengono da altre fonti e si sovrappongono alle altre righe. | |||||||
n = stima arrotondata alle centinaia; % sui residenti di 65 anni e più. | |||||||
2024 = censimento; * = previsioni ISTAT 2024-2050, scenario mediano. | |||||||
Stima: quote per classe di età costanti nel tempo; per disabilità e gravi difficoltà solo due classi (65-74, 75+), quindi la crescita al 2050 è sottostimata. | |||||||
Fonti: ¹ ISTAT, censimento 2024 e previsioni 2024-2050; ² ISTAT, EHIS 2019; ³ ISTAT, Disabilità in cifre 2023 (quote dell'Emilia-Romagna); ⁴ ISS, Osservatorio Demenze 2024. | |||||||
Anziani per condizione, stima: Italia (2024, 2036, 2050) | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
2024 | 2036* | 2050* | |||||
Condizione dell'anziano | Definizione operativa | n | sui 65+ | n | sui 65+ | n | sui 65+ |
Totale: residenti di 65 anni e più¹ | Base delle percentuali | 14.579.867 | 100,0% | 17.597.572 | 100,0% | 18.882.823 | 100,0% |
Senza gravi difficoltà nelle attività quotidiane² | Nessuna grave difficoltà in ADL o IADL; può avere difficoltà moderate | 10.135.500 | 69,5% | 12.348.400 | 70,2% | 12.578.700 | 66,6% |
Con disabilità (GALI grave)³ | Dichiara limitazioni gravi, per motivi di salute e da almeno 6 mesi, nelle attività che le persone svolgono abitualmente. Una sola domanda generale: non misura l'autonomia in attività specifiche | 1.937.400 | 13,3% | 2.295.100 | 13,0% | 2.715.300 | 14,4% |
Con almeno una grave difficoltà nelle attività quotidiane (ADL o IADL)² | “Molta difficoltà” o “non sono in grado” in almeno una attività di cura della persona (ADL) o della vita domestica (IADL: pasti, spesa, farmaci, gestione del denaro, lavori domestici leggeri e pesanti occasionali). Solo difficoltà gravi, nessun criterio di durata | 4.156.400 | 28,5% | 4.906.100 | 27,9% | 5.909.400 | 31,3% |
di cui non autosufficienti nella cura della persona (ADL)² | Gravi difficoltà in almeno una attività di cura della persona: lavarsi, vestirsi, alzarsi dal letto o dalla sedia, usare il bagno, mangiare. Non significa dipendenza totale né permanente | 1.610.500 | 11,0% | 1.923.200 | 10,9% | 2.431.800 | 12,9% |
Con demenza⁴ | Alzheimer e altre demenze: stima con i tassi per età e sesso dell'Istituto Superiore di Sanità | 1.161.400 | 8,0% | 1.384.100 | 7,9% | 1.786.800 | 9,5% |
NB: le righe non vanno sommate: i non autosufficienti sono compresi in chi ha almeno una grave difficoltà; disabilità e demenza vengono da altre fonti e si sovrappongono alle altre righe. | |||||||
n = stima arrotondata alle centinaia; % sui residenti di 65 anni e più. | |||||||
2024 = censimento; * = previsioni ISTAT 2024-2050, scenario mediano. | |||||||
Stima: quote per classe di età costanti nel tempo; per disabilità e gravi difficoltà solo due classi (65-74, 75+), quindi la crescita al 2050 è sottostimata. | |||||||
Fonti: ¹ ISTAT, censimento 2024 e previsioni 2024-2050; ² ISTAT, EHIS 2019; ³ ISTAT, Disabilità in cifre 2023 (quote dell'Emilia-Romagna); ⁴ ISS, Osservatorio Demenze 2024. | |||||||
- Disabilità (GALI grave): è una sola domanda generale dell’indagine
ISTAT Aspetti della vita quotidiana(ISTAT, 2026), sulla percezione della persona: misura la disabilità percepita, non l’autonomia in attività specifiche. - Non autosufficienza (ADL o IADL) (in senso ampio): avere bisogno dell’aiuto di un’altra persona per qualcuna delle attività della vita quotidiana.
ISTAT, EHIS(Istat, 2022) la misura con due gruppi di attività: la cura della persona (ADL: lavarsi, vestirsi, mangiare, alzarsi dal letto, usare il bagno) e le attività domestiche (IADL: preparare i pasti, fare la spesa, prendere i farmaci, gestire i soldi, le faccende di casa). È la definizione usata dalCERGAS(Fosti et al., 2026). - Non autosufficienza nella cura della persona (ADL) (in senso più stretto): l’ordine di grandezza dei beneficiari dell’indennità di accompagnamento. Contrariamente all’Osservatorio Long Term Care, qui la parola è riservata alla cura della persona (circa 1 su 10). È l’ordine di grandezza dei beneficiari dell’indennità di accompagnamento e la platea di strutture residenziali e assistenza domiciliare.
- Demenze: malattie (Alzheimer e altre) che riguardano la memoria e le funzioni cognitive; chi ne è colpito è spesso non autosufficiente, ma è una diagnosi distinta. Si stimano con tassi di prevalenza per sesso ed età da studi epidemiologici europei, quelli usati dall’
Istituto Superiore di Sanità(Osservatorio Demenze ISS, 2024).
Tutti i numeri di questa sezione (tabelle e grafici) sono stime: per ogni classe di età, l’incidenza di ciascuna condizione, presunta costante, è stimata in base alla popolazione residente del territorio di riferimento (censimento 2024, previsioni ISTAT per 2036 e 2050).
- Classi di età: tre (65-74, 75-84, 85+) per non autosufficienti e demenze, due (65-74, 75+) per le altre condizioni, che al 2050 risultano sottostimate.
- Territori: a parità di età Emilia-Romagna e Italia hanno le stesse quote, quindi le differenze tra territori dipendono solo dall’età della popolazione; per la disabilità si usano le quote dell’Emilia-Romagna.
- Chi resta fuori: le indagini intervistano solo chi vive in famiglia; chi vive in una struttura è escluso, quindi le stime sono per difetto.
Non autosufficienza per classi di età
A Parma le persone non autosufficienti in senso stretto (ADL) passano da circa 12.500 oggi a 14.600 nel 2036 e 19.300 nel 2050: la crescita più forte arriva dopo il 2036. Circa 7 su 10 sono donne: vivono più a lungo (a 65 anni hanno davanti in media 22 anni di vita, gli uomini 19) e, a parità di età, hanno più spesso gravi difficoltà nella cura della persona (3% contro 2% tra i 65-74 anni, 22% contro 13% dai 75 anni) (Istat, 2022).
- Fino al 2036 crescono di circa 2 mila (+17%), ma la quota sugli over 65 scende (da 11,6% a 10,9%): entrano molti “giovani anziani”, tra i quali la non autosufficienza è rara (circa 3 su 100, contro 37 su 100 sopra gli 85 anni).
- Dopo il 2036 le generazioni numerose superano gli 80 anni e la quota risale (12,5% nel 2050).
NB: stime con quote per età tenute costanti (v. “Come sono fatte le stime”).
Demenze per classi di età e sesso
Sempre usando i tassi di prevalenza per sesso ed età dell’Istituto Superiore di Sanità (Osservatorio Demenze ISS, 2024), a Parma si stimano circa 9 mila persone di 65 anni e più con demenza nel 2024 (8,4% degli over 65), 10.500 nel 2036 e 14 mila nel 2050. Quattro su cinque hanno più di 80 anni e sette su dieci sono donne. In questo caso si tratta di una diagnosi, mentre la non autosufficienza è una condizione funzionale: possono sovrapporsi, ma sono misure distinte fatte con approcci diversi.
- La crescita si concentra tra il 2036 e il 2050 (circa +34%, contro +16% nei dodici anni precedenti): è l’onda dei grandi anziani.
- Più della metà dei casi riguarda persone di 85 anni e più, oggi come nel 2050.
- Con i tassi più recenti di (Alzheimer Europe, 2026) la stima al 2050 sarebbe circa un quinto più alta.
- Il divario tra donne e uomini nasce da due fattori: le donne vivono più a lungo e, sopra gli 80 anni, hanno tassi di prevalenza più alti (26% contro 14% tra gli 85-89 anni).
Fragilità
La fragilità non è rilevata da fonti ufficiali sulla popolazione, quindi non si può stimare e proiettare come le altre condizioni di questa pagina. È una condizione di rischio: riguarda la persona anziana ancora autonoma ma con riserve ridotte (forza, equilibrio, peso, attività), per cui un evento banale, come una caduta o un’influenza, può farle perdere l’autonomia. Per questo è un segnale utile per capire quando e come intervenire prima che l’autonomia si perda.
La stessa riforma per gli anziani (L. 33/2023, 2023), e successiva legislazione attuativa, indicano il sostegno dell’autonomia, il contrasto alla solitudine e la continuità di vita e cure presso il proprio domicilio tra i cardini delle politiche di assistenza - elementi strettamente legati alla prevenzione della fragilità.
[Approfondimenti in corso]
Possibili approfondimenti
- Pagina su offerta di assistenza:
[in costruzione]
- La fragilità: chi e come la misura e come può indirizzare gli interventi
- La multimorbilità (più malattie croniche insieme): quanto pesa tra i grandi anziani e come cambia la domanda di cura