Titolo di studio più alto per età: Parma, Emilia-Romagna e Italia (2024) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
Classe d'età | Territorio | Nessun titolo o licenza elementare | Licenza media | Diploma o qualifica | Laurea o più | Totale |
9-24 anni | Provincia di Parma | 31,6% | 36,7% | 27,5% | 4,2% | 100,0% |
Emilia-Romagna | 30,7% | 36,9% | 28,2% | 4,2% | 100,0% | |
Italia | 30,0% | 36,6% | 29,4% | 4,0% | 100,0% | |
25-49 anni | Provincia di Parma | 3,6% | 19,7% | 44,2% | 32,4% | 100,0% |
Emilia-Romagna | 3,2% | 19,9% | 45,3% | 31,6% | 100,0% | |
Italia | 3,3% | 20,9% | 46,6% | 29,3% | 100,0% | |
50-64 anni | Provincia di Parma | 4,8% | 31,2% | 45,5% | 18,4% | 100,0% |
Emilia-Romagna | 4,7% | 32,1% | 45,7% | 17,5% | 100,0% | |
Italia | 6,2% | 34,9% | 42,2% | 16,6% | 100,0% | |
65 e più anni | Provincia di Parma | 32,0% | 26,8% | 29,9% | 11,3% | 100,0% |
Emilia-Romagna | 34,4% | 26,4% | 28,7% | 10,5% | 100,0% | |
Italia | 36,0% | 26,8% | 26,9% | 10,2% | 100,0% | |
25 e più anni | Provincia di Parma | 12,6% | 25,3% | 40,3% | 21,8% | 100,0% |
Emilia-Romagna | 13,6% | 25,7% | 40,2% | 20,6% | 100,0% | |
Italia | 14,5% | 27,0% | 39,0% | 19,4% | 100,0% | |
Fonte: ISTAT, Censimento permanente della popolazione (2024) | ||||||
% su tot. dei residenti della stessa classe d'età | ||||||
In grigio la laurea a 9-24 anni: la classe comprende soprattutto chi non ha ancora l'età per laurearsi | ||||||
Dalla scuola al lavoro
In sintesi
Dopo aver osservato le dimensioni dell’istruzione e formazione professionale, questa pagina guarda a come i giovani si affacciano al lavoro. Si rimanda anche ai recenti rapporti condotti dalla regione attraverso ART-ER Attrattività Ricerca Territorio (ART-ER, 2024, 2026).
- Titoli di studio: i giovani di Parma sono più istruiti delle generazioni precedenti. Tra i 25 e i 49 anni un residente su tre è laureato, come in regione e poco più che in Italia.
- Lavoro: tra i 25 e i 34 anni lavora il 77% dei giovani, meno che in regione (80%) ma molto più che in Italia (meno del 70%). Tra le donne la disoccupazione è circa doppia rispetto agli uomini: intorno all’8% contro il 4%.
- Estero: pur essendo l’Emilia Romagna una regione attrattiva, una parte crescente dei giovani vive all’estero. Per ogni 1.000 residenti di 19-34 anni, 92 sono iscritti all’anagrafe degli italiani all’estero di un comune parmense, un po’ più della media regionale e in aumento dal 2023.
Titoli di studio per classe d’età, genere, e territorio
L’accesso a livelli alti di istruzione è un fattore chiave per la transizione verso il lavoro e la realizzazoine personale, oltre che una priorità per le politiche regionali.
La provincia di Parma è in linea (dove non poco sopra) con la media regionale e nazionale per livelli di istruzione, ed evidenzia un aumento marcato del livello d’istruzione nelle generazioni più giovani.
Le differenze tra i tre territori sono di pochi punti; quelle tra generazioni sono molto più ampie (laureati: 32% a 25-49 anni, 11% a 65 e più). Sull’insieme dei residenti in età attiva, i laureati sono il 22% a Parma, il 21% in regione e il 19% in Italia; chi ha al massimo la licenza elementare è il 13% (Italia 15%), quasi tutto tra gli over 65.
NB: Fonte ISTAT, censimento permanente della popolazione, 2024. Le classi d’età sono quelle pubblicate da ISTAT: non c’è 25-34 né 30-34, quindi il dato non si confronta con gli indicatori europei sui giovani laureati. La riga “25 e più anni” somma le tre classi da 25 anni in su.
La distribuzione per titoli di studio mostra che, tra gli adulti in età attiva, le donne sono più spesso laureate degli uomini, e il divario è cresciuto dal 2018.
Tra i 25 e i 64 anni le laureate sono passate da circa il 26% al 30%, i laureati dal 20% al 22%: lo scarto a favore delle donne si allarga, da 6 a 8 punti. Gli uomini restano più spesso con la sola licenza media (28% contro 21%); il diploma riguarda quasi metà dei residenti di entrambi i sessi ed è stabile.
NB: Fonte ISTAT, censimento permanente della popolazione: stime arrotondate. Residenti di 25-64 anni (somma delle classi 25-49 e 50-64 pubblicate da ISTAT). Il cambiamento riflette in parte il ricambio tra generazioni: chi compie 25 anni è più istruito di chi supera i 64. “Laurea o più” comprende lauree triennali, ITS, magistrali e dottorato.
La distribuzione territoriale per titolo di studio, in coerenza con le suddette differenze generazionali, riflette quella demografica, oltre a all’attrattività degli agglomerati urbani: i laureati si concentrano nel capoluogo e nella prima cintura.
Il capoluogo si stacca da tutti: oltre un terzo dei residenti di 25-64 anni è laureato. Seguono, tra il 20 e il 25%, Fidenza e i comuni attorno a Parma (Collecchio, Montechiarugolo, Noceto, Traversetolo, Sala Baganza). Sotto il 15% stanno diversi comuni dell’Appennino (Palanzano, Varsi, Monchio delle Corti, Bardi, Corniglio) e Polesine Zibello, dove la sola licenza media arriva a un residente su tre. Il diploma è ovunque il titolo più diffuso e pesa di più in Val Taro e Val Ceno (Albareto e Bedonia oltre il 55%), meno a Parma, dove è più alta la quota di laureati.
NB: Fonte ISTAT, censimento permanente della popolazione, 2024. La classe 25-64 anni è la somma delle classi 25-49 e 50-64 pubblicate da ISTAT.
Come cambia la condizione lavorativa dei giovani
In regione le due fasce d’età vanno in direzioni opposte: tra i 15-24enni calano gli occupati e crescono gli inattivi, tra i 25-34enni crescono gli occupati e quelli in cerca di lavoro sono molti meno che nel 2019.
La categoria “inattivo” designa chi non lavora e non cerca lavoro: studenti, chi si occupa della famiglia, chi ha smesso di cercare. La creascita degli inattivi tra i più giovani può essere letta come maggiore permanenza negli studi.
NB: dato solo regionale. Le stime della rilevazione sulle forze di lavoro non coincidono con la popolazione residente.
Tassi di occupazione e disoccupazione giovanile
A Parma lavora il 77% dei giovani di 25-34 anni, meno che in regione (solo Reggio Emilia è più in basso) ma molto più che in Italia; cerca lavoro circa un giovane attivo su 20, come in regione.
Il divario tra uomini e donne è ampio: lavora circa l’85% degli uomini e il 68% delle donne, e tra le donne la disoccupazione è circa doppia.
Il tasso di disoccupazione si calcola su chi lavora o cerca lavoro (forze di lavoro), non su tutti i giovani: chi studia o non cerca è escluso dal calcolo.
NB: per provincia e sesso le stime poggiano su campioni piccoli: le differenze di pochi punti vanno lette con cautela. Il dato per provincia è pubblicato solo per i 25-34 anni.
Rispetto all’Europa, i 25-34enni della regione lavorano quanto la media UE e cercano lavoro meno spesso; i 15-24enni lavorano molto meno: uno su cinque, contro uno su tre nella UE.
NB: Il confronto tra i più giovani risente di quanti sono ancora negli studi, che queste tabelle non distinguono.
Giovani che vanno all’estero
Per ogni 1.000 giovani di 19-34 anni residenti in provincia, 92 vivono all’estero e sono iscritti all’anagrafe di un comune parmense: circa 7.200 persone, un po’ più della media regionale. In due anni il rapporto è salito di circa 11 ogni 1.000, come in regione.
Giovani di 19-34 anni residenti all'estero: Parma, Emilia-Romagna e Italia (2025) | |||
|---|---|---|---|
Territorio | Iscritti di 19-34 anni | Ogni 1.000 residenti di 19-34 anni | In più ogni 1.000 rispetto al 2023 |
Parma | 7.177 | 92,0 | 10,9 |
Emilia-Romagna | 64.126 | 87,1 | 10,7 |
Italia | N.D. | N.D. | N.D. |
Fonte: Regione Emilia-Romagna, Report giovani 2026, su dati del Ministero dell'Interno (AIRE) | |||
Iscritti AIRE: cittadini italiani residenti all'estero da più di 12 mesi, compresi i nati all'estero con cittadinanza italiana; non sono le partenze dell'anno | |||
Parma: il Report stampa per errore i valori assoluti di Piacenza (qui corretti); Italia: dato non disponibile nella fonte | |||
In regione, tra i 18-39enni italiani chi si trasferisce all’estero è più numeroso di chi rientra ogni anno dal 2005 (circa 2.700 in più nel 2025). I movimenti di residenza da e verso l’estero, per tutte le età, sono nella pagina sui trend demografici.
Per l’Emilia-Romagna il Report attribuisce la crescita degli iscritti in parte alle acquisizioni di cittadinanza in America latina (Brasile, Argentina), in parte agli espatri verso l’Europa (Regno Unito, Francia, Spagna). Chi si trasferisce senza iscriversi all’anagrafe degli italiani all’estero non è contato.
Cosa funziona (e cosa no) nell’incontro tra formazione e lavoro
[Approfondimenti in corso]
Possibili approfondimenti
- Il mismatch: quali competenze mancano davvero alle imprese di Parma, e quanto il sistema formativo locale può colmarle.
- L’innovazione: se il territorio attrae o perde talenti, e come si colloca su startup, brevetti e ricerca rispetto alle province vicine.