Benessere e salute mentale dei ragazzi

Dati AUSL di Parma, NPIA (2017-2024), ISTAT, Bes (2005-2025) e ISS, HBSC (2018 e 2022), estratti a settembre e ottobre 2026

In sintesi

  • Nel 2024 la neuropsichiatria infantile ha in carico 4.655 pazienti pediatrici, pari al 6,1% dei minorenni della provincia (erano il 5,3% nel 2023). Dal 2017 i “presi in carico” sono cresciuti del 23% mentre gli “accessi” sono stabili. Un terzo dei pazienti ha 6-10 anni, l’età della scuola primaria; la diagnosi più frequente è l’autismo (16%).

  • Tra gli adolescenti cresce l’uso problematico dei social network, soprattutto tra le ragazze (a 15 anni ne è interessata una su cinque), mentre quello dei videogiochi riguarda soprattutto i ragazzi e cala con l’età.

  • Il benessere psicologico dei 14-19enni è calato nel lockdown e non è tornato ai livelli precedenti, soprattutto tra le ragazze; nella popolazione nel suo insieme l’indice non si è mosso.

  • Le relazioni con gli amici toccano il minimo nel 2021 a tutte le età, ma per le ragazze di 14-19 anni il calo era cominciato prima: dal 2018 le molto soddisfatte restano sotto il 39%.

La salute mentale nei bambini e ragazzi

Nel 2024 i pazienti pediatrici con un progetto terapeutico aperto alla neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (NPIA) dell’AUSL di Parma sono 4.655, pari al 6,1% dei minorenni residenti; chi ha avuto almeno una prestazione nell’anno (anche una sola consulenza) è 6.647 – dati del Sistema Informativo DAISMDP & Osservatorio sulle Dipendenze (2025). Gli accessi sull’intera popolazione residente sono stati 17.634, ovvero il 3,8%.

Accessi: chi ha ricevuto almeno una prestazione nell’anno (anche una sola consulenza), a ogni età e residenza. In carico: chi ha un progetto terapeutico aperto; circa il 7% ha 18 anni o più, ragazzi diventati maggiorenni durante la cura. Serie dal 2017, primo anno con misure confrontabili; dal 2022 nuova cartella clinica regionale (possibile rottura di serie); dati per età e tasso di accesso dei minori solo fino al 2022.

Accessi alla neuropsichiatria infantile, provincia di Parma (trend 2017-2024)

Anno

Totale

di cui minori (0-17)

di cui stranieri

2017

6.369

96,4%

20,0%

2018

6.431

97,6%

21,1%

2019

6.357

93,4%

23,2%

2020

5.696

91,9%

25,9%

2021

6.662

92,2%

26,6%

2022

6.679

95,5%

27,2%

2023

6.502

N.D.

N.D.

2024

6.647

N.D.

N.D.

Accessi = utenti con almeno una prestazione nell'anno (anche una sola consulenza), ogni età e residenza. Minori = residenti 0-17, in % sul totale degli accessi; stranieri come definiti nel report (origine o cittadinanza: da chiarire), in % sui minori residenti.

N.D. = non riportato nel report di quell'anno. Dal 2022 nuova cartella clinica regionale, possibile rottura di serie. Fonte: AUSL di Parma, DAISMDP, report di attività annuali.

Pazienti in carico alla neuropsichiatria infantile, provincia di Parma (trend 2017-2024)

Anno

Totale

di cui minori (0-17)

di cui stranieri

di cui femmine

di cui con autismo

2017

3.772

92,1%

18,7%

36,9%

N.D.

2018

4.286

92,8%

20,1%

37,0%

5,5%

2019

4.002

92,9%

22,1%

36,4%

9,1%

2020

3.105

91,3%

24,1%

36,1%

12,4%

2021

3.890

93,2%

25,4%

38,9%

12,5%

2022

4.114

92,7%

25,1%

39,4%

13,9%

2023

4.171

N.D.

28,0%

33,0%

N.D.

2024

4.655

N.D.

28,0%

39,0%

16,1%

In carico = utenti con un progetto terapeutico aperto nell'anno. Minori = totale meno i pazienti con 18 anni e più, in % sul totale; stranieri come definiti nel report (origine o cittadinanza: da chiarire), in % su tutti i pazienti. Autismo = diagnosi in cartella (dal 2022 solo diagnosi principale).

N.D. = non riportato nel report di quell'anno. Dal 2022 nuova cartella clinica regionale, possibile rottura di serie. Fonte: AUSL di Parma, DAISMDP, report di attività annuali.

  • Il lockdown è una buca, non l’inizio della crescita: nel 2020 gli in carico calano del 22%, nel 2021-22 tornano ai livelli del 2018-19; la crescita vera è del 2023-24 (+13% in due anni).
  • Gli stranieri accedono in proporzione: sono il 28% degli in carico, contro “circa il 30%” dei minori residenti secondo il report (per cittadinanza, nei dati ISTAT, i minori stranieri sono il 20%: la definizione usata dall’AUSL è da chiarire).

NB: più ragazzi presi in carico, ma non più ragazzi che arrivano: potrebbe voler dire più bisogno riconosciuto, più capacità diagnostica o un diverso modo di registrare, i dati non lo dicono…

Dove: i distretti

Più della metà dei pazienti in carico (55% nel 2024) è seguita nel distretto di Parma, dove si concentra anche la crescita degli ultimi anni; a parità di popolazione, però, i minori accedono al servizio più spesso negli altri distretti.

  • I distretti crescono in modo diverso: Parma +44% dal 2017 (1.776 → 2.558 in carico), Fidenza e Sud Est +12-17%, Valli Taro e Ceno in calo, con un dimezzamento nel 2023 (da 450 a 245) in parte recuperato nel 2024 (349), che il report non commenta.
  • A parità di popolazione, si accede di più fuori dal distretto di Parma: dal 2017 al 2022 il distretto di Parma ha sempre il tasso di accesso più basso dei quattro (tra 67 e 80 minori ogni 1.000, contro 80-115 negli altri).

NB: gli in carico per distretto sono attribuiti secondo il report.

Pazienti per età

La fascia 6-10 anni è la più numerosa tra i pazienti in carico, con i maschi circa il doppio delle femmine; solo tra gli adolescenti i due sessi si equivalgono.

Pazienti per diagnosi

Autismo, difficoltà scolastiche e disturbi del linguaggio: tre diagnosi quasi alla pari, che insieme riguardano quasi la metà dei pazienti.

Diagnosi e caratteristiche demografiche

Ogni diagnosi ha il suo profilo: i disturbi alimentari sono quasi solo femminili (97%), l’autismo per quattro casi su cinque maschile.

Pazienti in carico alla neuropsichiatria infantile per diagnosi principale, provincia di Parma (2024)

Diagnosi principale

Incidenza per classi demografiche

N. di pazienti

Sul totale

Età media (anni)

Femmine

Stranieri

Disturbi evolutivi globali (autismo)

748

16,1%

8,7

19,3%

34,0%

Disturbi delle abilità scolastiche

693

14,9%

11,7

45,6%

26,1%

Disturbi del linguaggio

682

14,7%

6,5

30,1%

29,6%

Disturbi del comportamento e sfera emozionale

561

12,1%

11,4

23,0%

21,7%

Ritardo mentale

451

9,7%

13,3

43,7%

35,3%

Disturbi organici

439

9,4%

8,3

45,8%

28,5%

Disturbi nevrotici

279

6,0%

14,4

61,6%

18,6%

Altri disturbi dello sviluppo

239

5,2%

7,4

24,9%

36,7%

Condizioni esterne/ambientali (codici Z)

172

3,7%

10,6

53,5%

24,4%

Disturbi dell'alimentazione

151

3,2%

16,6

97,4%

7,9%

Disturbi dell'umore

71

1,5%

15,8

63,4%

18,3%

Segni e sintomi non classificati altrove

64

1,4%

11,0

46,9%

26,6%

Disturbi della personalità

52

1,1%

16,9

88,5%

13,5%

Schizofrenia e disturbi deliranti

46

1,0%

16,6

45,7%

28,3%

In via di definizione

7

0,2%

13,9

14,3%

28,6%

Una diagnosi principale per paziente (dal 2022). Femmine e stranieri in % dei pazienti con quella diagnosi; in giallo le femmine oltre il 60% e gli stranieri oltre il 35% (la loro quota tra i minori residenti secondo il report). Stranieri come definiti nel report (origine o cittadinanza: da chiarire); raggruppamenti e diciture del report.

Fonte: AUSL di Parma, DAISMDP, report di attività 2024.

  • Un servizio per bambini della scuola primaria, prima che per adolescenti: gli adolescenti (14-17) sono un quinto e non crescono dopo la pandemia. Un segnale nella stessa direzione viene dalla scuola: le certificazioni di disabilità sono cresciute del 41% in otto anni nelle statali della provincia, a parità di iscritti (Gli alunni con disabilità), da leggere con la stessa cautela, perché dipende anche da come si diagnostica e si certifica.
  • Le diagnosi per sesso: oltre ai disturbi alimentari, le ragazze prevalgono nei disturbi della personalità (89%), dell’umore e nevrotici (62-63%); i maschi nel linguaggio e nel comportamento.
  • I pazienti con autismo erano 236 nel 2018 e 748 nel 2024, ma dal 2022 si conta solo la diagnosi principale (prima anche le secondarie): il salto va letto con cautela.

NB: raggruppamenti e diciture del report.

In rapporto alla popolazione di riferimento, i pazienti pediatrici in carico sono quattro volte gli adulti (6,1% dei minorenni contro 1,4% dei maggiorenni); tra i pazienti pediatrici prevalgono i maschi (61%), tra gli adulti le femmine (57%); gli stranieri sono in proporzione tra i pazienti pediatrici e sotto-rappresentati tra gli adulti (9,5% contro il 14% dei residenti).

Minori e adulti nei servizi di salute mentale dell'AUSL di Parma (2024)

Pazienti pediatrici (NPIA)

Adulti (SMA)

Accessi (utenti con almeno una prestazione)

6.647

8.591,0

In carico (progetto terapeutico aperto)

4.655

5.271,0

In carico, % della popolazione di riferimento

6,1%

1,4%

Femmine, % degli in carico

39,0%

57,0%

Stranieri, % degli in carico

28,0%

9,5%

Diagnosi più frequente, % degli in carico

16,1%

24,5%

NPIA = neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza; SMA = salute mentale adulti. Popolazione di riferimento: minorenni (NPIA) e maggiorenni (SMA) residenti. Stranieri come definiti nel report (tra i residenti: circa il 30% dei minorenni e il 14% dei maggiorenni, secondo il report). Diagnosi più frequente: disturbi evolutivi globali (autismo) tra i minori, schizofrenia e disturbi deliranti tra gli adulti.

Fonte: AUSL di Parma, DAISMDP, report di attività 2024.

Rischi di social network e videogiochi

Secondo l’indagine HBSC 2022 (Health Behaviour in School-aged Children, coordinata in Italia dall’Istituto Superiore di Sanità), disaggregata per regione, l’uso problematico dei social network è raddoppiato tra il 2018 e il 2022 ed è il doppio tra le ragazze; i videogiochi sono l’immagine speculare, maschile e in calo con l’età.

Il contesto è quello di una generazione che usa internet ogni giorno sempre prima (L’utilizzo di internet e schermi) e resta in contatto continuo con gli amici, online e di persona (I social network e le relazioni).

Social e videogiochi tra gli 11 e i 17 anni in Emilia-Romagna, 2022: uso intenso e problematico (%)

11 anni

13 anni

15 anni

17 anni

Fenomeno

M

F

M

F

M

F

M

F

Uso problematico dei social

8,8

14,6

9,0

17,5

10,5

19,5

N.D.

N.D.

Videogiochi 4+ ore al giorno

15,5

8,6

14,5

8,1

18,1

10,2

17,8

9,5

Uso problematico dei videogiochi

27,2

17,9

25,5

19,6

23,2

17,1

17,5

9,0

In azzurro: maschi (M); in rosa: femmine (F).

Fonte: ISS, sorveglianza HBSC 2022, report Emilia-Romagna; stima campionaria (4.200 studenti in classe). Leggere le differenze per età e sesso, non i decimali.

Uso problematico dei social: 6 o più criteri della Social Media Disorder Scale (a 17 anni il dato non è pubblicato nel report). Videogiochi 4+ ore: nei giorni in cui giocano. Uso problematico dei videogiochi: Internet Gaming Disorder Scale, punteggio 21 o più (prima rilevazione nel 2022).

L’uso problematico dei social riguarda soprattutto le ragazze, a ogni età circa il doppio dei ragazzi, e aumenta crescendo: a 15 anni ne è interessata una ragazza su cinque. I videogiochi mostrano il quadro opposto: l’uso problematico è più frequente tra i ragazzi e diminuisce con l’età. L’Emilia-Romagna è vicina alla media italiana sia per le ragazze (17% contro 17%) sia per i ragazzi (9% contro 10%), anche se i due dati non coincidono del tutto nelle età coperte (11-17 anni in regione, 11-15 in Italia). Per Parma il dato non esiste.

NB: indagine HBSC (Health Behaviour in School-aged Children, sorveglianza internazionale coordinata in Italia dall’Istituto Superiore di Sanità), rilevazione 2022 in classe, campione regionale di circa 4.200 studenti; stima campionaria. L’uso “problematico” è definito da scale con criteri autoriferiti, non da una diagnosi (per i social, e.g. ansia di accedere, tempo fuori controllo, litigi e bugie; per i videogiochi una scala analoga). Prossima rilevazione: 2026.

Salute mentale e relazioni con gli amici dei 14-19enni, 2005-2025

Il benessere psicologico dei 14-19enni è calato con la pandemia e non è tornato ai livelli precedenti, soprattutto tra le ragazze. Alcuni libri hanno portato alla ribalta i danni riconducibili a quella che Haidt ha definito la sostituzione dell’infanzia basata sul gioco con una infanzia basata sul telefono (Haidt, 2024). Molti neuropsichiatri e pedagogisti rilevano: isolamento e impoverimento delle relazioni sociali; deficit di sonno; calo delle capacità cognitive e dell’attenzione; ansia e peggioramento della salute mentale.

Il 2021 è un crollo netto per i più giovani: l’indice dell’intera popolazione non si muove, e la variazione per i 20-24enni sembra meno evidente. Il divario tra ragazze e ragazzi, circa quattro punti prima della pandemia, si allarga nel 2021 e non si è richiuso.

NB: L’indice di salute mentale è un punteggio 0-100 costruito dall’ISTAT da cinque domande sull’umore delle ultime quattro settimane (nervosismo, tristezza, serenità, scoraggiamento, felicità): misura il benessere psicologico autoriferito, non una diagnosi. Stima campionaria: leggere il trend, non i decimali.

Le relazioni con gli amici raccontano una storia più lunga: la pandemia è il punto più basso, ma per le ragazze il peggioramento era cominciato prima.

Il 2021 è il minimo a tutte le età, non solo tra i giovani; nel 2025 tutti sono tornati ai livelli del 2019. La differenza è che per le 14-19enni quel livello era già basso: dal 2018 la quota scende sotto il 39% e non risale, mentre per i ragazzi non c’è un calo di fondo. Tra le 20-24enni e nella popolazione adulta non si vede. È compatibile con quanto osservato altrove sul benessere delle adolescenti. Questi dati rappresentano delle stime di tendenza, ma andrebbero indagati più a fondo.

NB: Quota per fascie d’età che si dichiarano “molto soddisfatti” delle relazioni con gli amici. Stima campionaria, dato nazionale. Altri indicatori del Bes (soddisfazione per la propria vita, giudizio sulle prospettive future) mostrano la stessa buca nel 2021 ma un trend di fondo in miglioramento: il quadro non è a senso unico.

Possibili approfondimenti

  • La crescita dei presi in carico in neuropsichiatria infantile è dovuta a più bisogno, a più capacità di riconoscerlo o a un diverso modo di registrarlo? Servono i dati per età e per distretto del 2023 e 2024, che i report non riportano più.
  • Chi sono gli “stranieri” nei servizi: per cittadinanza o per origine? La risposta cambia il confronto con la popolazione residente.
  • Che legame c’è tra la presa in carico sanitaria (6-10 anni) e le certificazioni e i disturbi dell’apprendimento riconosciuti a scuola?

Riferimenti bibliografici

Haidt, J. (2024). The Anxious Generation: How the Great Rewiring of Childhood Is Causing an Epidemic of Mental Illness. Penguin Press.
Sistema Informativo DAISMDP, & Osservatorio sulle Dipendenze. (2025). Report d’attività - Sul 2024. Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale.